In Siria c’è carne da macello: si lascia fare perché è conveniente

guerra_siriaSecondo vari rapporti, in Siria, dal 2011, anno in cui è cominciato il conflitto, si sono registrati mezzo milione di morti.

A questi vanno aggiunti gli sfollati – la metà della popolazione -, i due milioni di feriti, l’aspettativa di vita crollata da 70 a 55 anni.

Si è stimato, inoltre, che la guerra ha già causato una perdita economica di 255 miliardi di dollari (225 miliardi di euro).

Nonostante questi numeri, però, in Siria il conflitto continua e, se non fosse per notizie come quella del gas di ieri che ha ucciso decine di persone, ne parleremmo poco o nulla.

Al di là dei contendenti – da un lato il regime di Assad, supportato da Iran e Russia; dall’altro i cosiddetti ‘ribelli – ciò che emerge è un forte sentimento di impotenza.

Perché ogni bambino che muore non è né una vittima di Assad né dei ribelli: è una vittima e basta. Eppure, testimonianze, immagini e video non sono mai bastate a tentare di fermare concretamente quanto sta avvenendo da quelle parti.

L’ONU stesso, tra l’altro, ha dimostrato di essere inutile: e dire che, nel 1945, fu istituito proprio per tutelare e garantire la pace nel mondo, all’indomani del conflitto più sanguinoso della storia dell’uomo.

Dal 2011 a oggi, infatti, ci sono state solo (inutili) parole: a nulla sono mai servite le dichiarazioni sgomente dei capi di Stato, soprattutto europei, sulle atrocità che avvengono in Siria. Le battaglie e i bombardamenti non sono mai cessati.

Colpevole è anche la stampa che, spesso, ha fornito un’informazione distorta della guerra in Siria, puntando più i riflettori sul contrasto a ISIS che sulle forze in campo, come se Assad e gli alleati – Russi, in primis – stessero combattendo solo contro i terroristi dello Stato Islamico.

In realtà, la guerra siriana è ‘civile’, anzi un “conflitto armato non internazionale“, come definito dal Comitato Internazionale della Croce Rossa il 15 luglio 2012.

La guerra all’ISIS, invece, non è (stata) che uno spostamento della forza militare siriana, russa e iraniana contro lo Stato Islamico, impiegata di per sé nel sedare gli oppositori interni al regime di Assad.

E ciò che turba è che proprio questo sia il motivo per cui USA e UE si siano limitati solo alla voce grossa e a nient’altro, ovvero perché è conveniente che Damasco, Mosca e Teheran stiano combattendo sul campo contro ISIS.

Prescindendo da tutto questo, però, in Siria si muore ogni giorno.

Lì vive gente innocente che si trova in mezzo a una guerra che non avrebbe voluto, molta della quale costretta a scappare verso l’Europa per sopravvivere e che non può non essere accolta, perché anche noi, colpevoli di inerzia, ne siamo responsabili.

Se questo fosse un mondo migliore, si farebbe qualsiasi cosa per far cessare la guerra, anche perché è innegabile che Assad, dopo tutti questi anni, non sia riuscito a sedare la rivolta, diventando ormai governatore di uno Stato con la popolazione più che dimezzata e alla fame.

Ma questo non è il migliore dei mondi possibili: è più forte la necessità di preservare gli equilibri politici e preservare gli interessi economici, piuttosto che salvare la vita ai cittadini siriani che si trovano tra due fuochi.

Quelli lì non sono che carne da macello.

In Siria c’è carne da macello: si lascia fare perché è convenienteultima modifica: 2017-04-05T18:09:06+00:00da walter-gianno
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