Accogliere non è un uomo che ti dice: “Ho fame”

elemosinaPalermo è una città accogliente. Lo dice spesso il sindaco Leoluca Orlando. È uno dei suoi cavalli di battaglia. Cosa significa, però, accogliere? Ospitare e basta?

Una risposta lo ha avuta ieri sera, poco dopo aver cenato in un locale del centro.

Un uomo di colore, con addosso un cappotto malconcio e un rosario di plastica bianco che fuoriusciva da esso, si è avvicinato a me e, con voce tremula e fioca, toccandosi lo stomaco, mi ha detto: “Ho fame“.

I suoi occhi erano rossi, gonfi di lacrime. Ho avuto la sensazione di avere di fronte a me un uomo umiliato perché non doveva stare in giro a chiedere l’elemosina per mangiare, senza dare nulla in cambio, neanche una rosa senza spine come pretesto.

Gli ho dato qualcosa, mi ha ringraziato, si è girato ed è andato via, non senza avere notato che indossava un paio di mocassini mal ridotto e senza calze.

No, questa non è accoglienza. Tantomeno, non è integrazione.

Accogliere e integrare significa offrire un’opportunità non una terra su cui camminare e basta. Una missione senza dubbio difficile, perché l’offerta di lavoro a Palermo è già deficitaria per chi ci vive dalla nascita.

Le ‘cose’, se si vogliono fare, bisogna farle bene. Altrimenti, è meglio non farle.

Anche perché è facile bagnarsi le labbra con il miele ma la realtà, prima o poi, viene a galla.

Accogliere non è un uomo che ti dice: “Ho fame”ultima modifica: 2017-04-09T12:28:50+00:00da walter-gianno
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